Libri Amore

I Libri.. a cura di Raffaella Di Somma

I libri sono una specie in via d’estinzione.
Non l’ “oggetto libro”, che prospera e si evolve, arrivando all’inevitabile collisione con l’era tecnologica e guadagnandosi l’aggettivo ‘elettronico’; quello è ancora presente nelle nostre vite, anche quando è dimenticato su uno scaffale impolverato, oppure inciso nei pixel del tablet che portiamo con noi.
Ciò che sta rapidamente scomparendo è l’anima dei libri.
Così come gli esseri umani non sono fatti soltanto di nervi, muscoli, sangue e ossa, ma sono completi solo grazie a quell’infinitesimale, inspiegabile difetto di massa che li rende quelli che sono, così dei libri non basta dire che sono fatti di carta e inchiostro. Essi, come per osmosi, sono pregni dell’anima di chi li ha scritti, di chi li ha letti, di chi li ha amati e di chi li ha odiati; di chi li ha stretti a sé come ancore di salvezza, di chi li ha bagnati di lacrime, di chi li ha riletti fino a logorarli. C’è rabbia, impigliata nelle fibre di cellulosa, ci sono amori perduti, amici ritrovati, storie di creature fragili, sentieri mai presi, mani che si toccano, occhi che si respingono.
Nei libri ci sono mille vite che oggi ci rifiutiamo di vivere.
La carne respinge la carta, la ritiene inutile, superflua, non indispensabile; ma la verità è che nessuna delle due può vivere senza l’altra. La carta deve nutrire la carne, insinuandosi negli angoli più reconditi del nostro corpo, mescolandosi al sangue che ci scorre nelle vene; ma anche la carne deve nutrire la carta, consumarla, accarezzarla, scolorendola, lasciando traccia di sé nell’inchiostro,
in ogni venatura, in ogni piega e macchia di caffè. Abbiamo bisogno di questa simbiosi, perché essa riempie il vuoto che non ci accorgiamo di aver scavato dentro di noi. Quelle aride venature nere prendono vita solo quando siamo noi a volerlo, e ci aiutano a dare un nome a quelle strette al cuore, quei vuoti allo stomaco, quei tremori e quei brividi che conosciamo solo per istinto, ma che non riusciamo a descrivere.
In un mondo che ha dimenticato come comunicare ciò che è nel profondo, per concentrarsi soltanto sull’immediato, sul necessario, la letteratura ci aiuta a scavare in noi stessi, a plasmare ciò che è amorfo, a ricalcolare le distanze tra noi e gli altri, a tingere di una sfumatura diversa il nostro quadro del mondo.
Ogni volta che sfogliamo un libro, non importa quante volte lo abbiamo letto, esso ha sempre qualcosa da dirci, a differenza delle persone, che sembrano invece vivere di risparmi anche sulle parole.
«Esistono carceri peggiori delle parole», scrive l’autore spagnolo Carlos Ruiz Zafón. Ebbene, lasciatevi imprigionare: lasciate che le pagine vi parlino, di voi, del mondo, delle persone che vi passano accanto in metropolitana e di quelle che salutate tutte le mattine prima di uscire di casa. Lasciate che vi sussurrino all’orecchio il nome di quel sussulto che è appena affiorato nel vostro petto, che vi diano la scintilla per scatenare un incendio, o per scrollarvi di dosso limiti e insicurezze.
L’anima di un libro non è prigione, ma libertà: essa spezza le catene della nostra mente, lasciandoci veramente, completamente liberi da noi stessi.

I libri ultima modifica: 2015-09-10T18:04:11+00:00 da MOOKS
Category:
  l'Angolo del Libraio
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